Tania andava bene a scuola: era molto attenta alle lezioni e prendeva sempre ottimi voti, nonostante ciò era molto ben voluta dalle compagne di classe perché aveva un grande cuore: aiutava tutte loro indistintamente e trovava sempre il tempo per scherzare con loro.
Raoul era una piccola canaglia: passava più tempo nell’ufficio della preside che in classe, litigava con tutti ma era spesso il bersaglio della angherie dei ragazzi più grandi di lui: gli insegnanti dicevano che il suo comportamento era dovuto ad una voglia di riscatto verso la vita, i suoi genitori non dicevano nulla: erano morti in un incidente d’auto quando Raoul aveva solo 14 mesi, da allora era rimasto con sua nonna Ada.
Tania passava molto tempo con Raoul, era l’unica ragazzina che lui sopportasse perché odorava di buono.
Con il passare del tempo i due ragazzi, poco più che bambini, abbandonarono sempre più i giochi infantili e le corse forsennate, cominciarono a preferire le lunghe passeggiate nel parco dietro la scuola e gradualmente, un giorno dopo l’altro, non potevano più fare a meno di stare insieme.
La signora Ada si commuoveva facilmente, a volte accompagnava i due ragazzi fino all’ingresso del parco e li osservava, con un malinconico sorriso che solo i nonni sanno fare ed il cuore colmo di orgoglio per il suo adorato nipotino, l’unico membro giovane della sua sfortunata famiglia rimasto in vita.
Massimiliano non era contento. “Mia figlia è troppo giovane per avere un ragazzo!”, tuonava a sua moglie, “Tu non la controlli abbastanza, e lei sta affrontando tutto come un gioco, non si rende conto che soffrirà!”.
Gabriella sapeva che suo marito abbaiava senza mordere: osservava la figlia da lontano, senza intervenire, in paziente attesa come solo alcune madri sanno fare.
Poi tutto accadde all’improvviso.
Al funerale dei due ragazzini c’era tutto il paese, nessuno riuscì a rintracciare il pirata della strada che li aveva investiti mentre andavano verso il parco.





