giu
23
2009
10

I miei pensieri positivi

Incontrai Leonardo non molto tempo fa, ero seduto accanto a lui sul treno, mi stupii subito del fatto che stesse leggendo una lettera, molto lunga e scritta a mano, al giorno d’oggi per giunta. Sono una persona molto pratica e con poco tempo a disposizione per qualsiasi cosa, reputo scrivere una lettera a mano e spedirla per posta tradizionale sia una perdita di tempo, non volevo sembrare scontroso ma la curiosità ebbe il sopravvento, così esordii: “Che buffo! Una lettera scritta a mano e spedita, erano anni che non ne ricevevo una”

La sua risposta mi lasciò di sasso: “Dubito che tu sappia perfino leggere, come puoi pretendere di ricevere una lettera”

Il suo tono era pacato, calmo, quasi genitoriale. In effetti non dimostravo molti anni o esperienze vissute, indossavo un paio di jeans sgualciti, una t-shirt dei Dream Theater presa ad un concerto e calzavo le immancabili converse nere, avevo le cuffie del mio iPod ben piantate nelle orecchie e mi ero appena rasato , tutti dicono che ho una faccia da bambino quando mi rado

“Scusi ma non mi sebra il caso di offendere, non ci conosciamo nemmeno” replicai convinto ad instaurare una discussione accesa sul tema -giovane non è per forza sinonimo di stupido- ma Leonardo non aveva la minima intenzione di discutere o conversare: “Allora evita di fare battutine sceme su cose che non capisci” tagliò corto

Ferito nell’orgoglio ma intenzionato a non farlo trasparire tornai a godermi”Images and Words” con un’alzata di spalle e gli occhi chiusi, rapito dai fraseggi melodici di “Surrounded”

Per molti giorni non vidi più Leonardo, fino a quella mattina sulla banchina della stazione.

Sembrava scosso, preoccupato o pensieroso, ma non gli chiesi nulla. Ero ancora offeso per come mi aveva risposto la prima volta che lo vidi e non ero intenzionato a mostrarmi gentile e comprensivo nei suoi confronti

“Tieni, è tuo” disse porgendomi un vecchio quaderno “Magari impari qualcosa, o magari ne ridi con gli amici, non mi importa” e scomparve tra la folla

Arrivato in ufficio aprii il quaderno, c’erano scritte tante poesie, lessi la prima:

I miei pensiari positivi
nascono come le canzoni
alcuni semplici e primitivi
altri pieni di emozioni

Viviamo in un mondo malato
ma c’è ancora tanto da fare
perchè ci è stato donato
e non possiamo stare a guardare

Sulle prime risi, sembrava scritta da un bambino, poi lessi la nota sul risvolto interno della copertina

di Francesco, dedicato al mio Papà Leonardo, il migliore Papà del mondo

[...perchè mai mi ha regalato il quaderno di poesie che gli aveva dedicato suo figlio? Mi ha detto che avrei imparato qualcosa...]

Le poesie erano molto simili, raccontavano il mondo visto con gli occhi di un bambino, occhi ingenui e pieni di speranza e di ideali di pace e bellezza. Solo un bambino è capace di vedere il mondo così, e mi stupii di sorridere leggendo, mi stupii ancora di più quando scese una lacrima leggendo l’ultima poesia

I miei pensieri positivi
un domani finiranno
hanno detto che ho il cancro
e non vedrò la fine dell’anno

Papà non piangere
perchè sono contento
finalmente rivedrò la mamma
e te la saluterò tanto

giu
15
2009
2

Ogni volta che la sento scende una lacrima

Where did we come from?
Why are we here?
Where do we go when we die?
What lies beyond
And what lay before?
Is anything certain in life?

They say, life is too short,
The here and the now
And youre only given one shot
But could there be more,
Have I lived before,
Or could this be all that weve got?

If I die tomorrow
Id be allright
Because I believe
That after were gone
The spirit carries on

I used to be frightened of dying
I used to think death was the end
But that was before
Im not scared anymore
I know that my soul will transcend

I may never find all the answers
I may never understand why
I may never prove
What I know to be true
But I know that I still have to try

If I die tomorrow
Id be allright
Because I believe
That after were gone
The spirit carries on

Move on, be brave
Dont weep at my grave
Because I am no longer here
But please never let
Your memory of me disappear

Safe in the light that surrounds me
Free of the fear and the pain
My questioning mind
Has helped me to find
The meaning in my life again
Victorias real
I finally feel
At peace with the girl in my dreams
And now that Im here
Its perfectly clear
I found out what all of this means

If I die tomorrow
Id be allright
Because I believe
That after were gone
The spirit carries on

The Spirit carries on, John Petrucci 1999

Written by Andrea Tani in: Feelings | Tag:,
apr
09
2009
2

Jane Alexander

E’ un sogno nel cassetto poter fotografare un’attrice / modella / conduttrice / doppiatrice, insomma, un’artista a tutto tondo come Lei

Sprigiona una bellezza ed una sensualità uniche: aaggressiva, forte, sexy, dolce e romantica, si potrebbe realizzare qualsiasi tipo di servizio con una modella come lei a disposizione

Ho idea che sia una persona anche interessante sotto il profilo umano.

Nel corso del mio precedente lavoro ho incontrato diversi personaggi del mondo della televisione, alcuni simpaticissimi più che sullo schermo, altri, pochi devo dire, egocentrici fino al midollo e privi di umanità.

Non è solo la bellezza di Jane a rimbecillirmi del tutto e farmi pensare che possa ssere simpatica, c’è qualcosa nel suo sguardo, un luccichio, quella spinta di vita in più che le persone “tutta carriera” non hanno

A voi la palla, che ne pensate di Lei?

mar
30
2009
4

Anneheche, ultima parte

Lo studio purtroppo non ha una buona luce, ho portato lo stretto indispensabile e me ne pento. Azzardo una domanda: “La tua camera ha una finestra grande?”; lei sorridente e candida mi chiede: “Vuoi forse provare a portarmi a letto?”

Per un momento provo una sensazione simile a quella nel bosco, un brivido lungo la schiena, decido di stare al gioco e provo a rispondere: “Fotograficamente parlando si, ho la presunzione di riuscirci”

Ride, è soddisfatta della mia risposta un po’ sfrontata e mi conduce in camera sua dove vedo un enorme finestrone con delle tende bianche che diffondono la luce in modo perfetto, sembra uno studio fotografico preparato apposta per l’occasione

Recito la parte del grande fotografo ancora un po’: “Adesso mettiti un completo intimo da urlo, il più sexy che hai, e delle scarpe serie, non voglio sentir parlare delle tue ballerine”

Rimango di sasso quando accetta, pensavo che volesse qualche scatto più “professionale”, qualche foto da quarta di copertina, invece diamo vita ad un servizio hot in stile calendario.

Fin dalle prime parole lette sul suo blog, mi immaginavo che Alessandra fosse una donna carismatica, ma non avrei mai pensato che una scrittrice di talento come lei potesse sprigionare una tale carica erotica, chissà perchè…

Concludo la lunga “cronaca” del servizio ad Alessandra con il link alla galleria, mi scuso per la lungaggine ma il tempo per scegliere gli scatti non è stato molto ed il compito era davvero arduo

A presto!

Written by Andrea Tani in: servizi | Tag:
mar
20
2009
7

Anneheche, pt. III

Sono confuso, sono sempre stato segretamente attratto da lei e quelle sue parole giungono alle mie orecchie come un fulmine a ciel sereno, quello che davvero mi confonde è il modo in cui sono pronunciate.

Lei ha uno sguardo inequivocabile, si mordicchia il labbro in un espressione da vera mangiatrice di uomini che solo ora mi pento di non aver fotografato.

Così rimaniamo per pochi istanti che a me sembrano eterni, quando lei reclina la testa e scoppia in una risata fragorosa, non riesce a trattenersi e ride, ride come se avesse visto la cosa più divertente sulla faccia della terra, forse è così, forse la mia espressione è davvero comica.

Ricevo conferma dei miei pensieri quando lei finalmente calma mi dice: “Dovresti vederti adesso, sei buffissimo… Scusami, ho voluto giocare un po’ con te, non è vero quello che ti ho appena detto, sono davvero lesbica, mi sono accorta di come mi guardavi e non ho resistito”.

Stranamente la cosa non mi dispiace, ha allentato la tensione, mi da la possibilità di essere più distaccato, di lavorare meglio e forse è proprio questo che lei vuole, non lo saprò mai con certezza.

La Canon mi segnala che la memoria è piena, approfittiamo del cambio scheda per una pausa e decidiamo di scendere, dirigiamo verso il suo studio

[... continua ...]

Written by Andrea Tani in: servizi | Tag:

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