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Viaggio onirico

Ieri sera in palestra sono stato molto fortunato: dopo aver finito di fare pesi, sono sceso negli spogliatoi e sono passato davanti alla sala dove lei faceva step. Aveva una tuta leggera ed attillatissima che le metteva in risalto le forme, era sufficiente solo quella a provocarmi un infarto.

Proprio mentre finivo di passare davanti a quella sala la loro lezione era finita e tutte le ragazze sono andate verso lo spogliatoio; devo ammettere che è stato un bello spettacolo ma lei spiccava su tutte. Mentre usciva per andare anche lei nello spogliatoio mi ha guardato, sono rimasto come colpito da un fulmine, e mi hai sorriso.

Indeciso sul da farsi mi sono attardato negli spogliatoi e mi sono fatto una doccia più lunga del previsto, non riuscivo a togliermi il suo sguardo dalla mente, ho optato poi per infilare il mio costume a boxer andare a rilassarmi in sauna. L’ho trovata li: aveva un bikini favoloso, molto succinto che metteva in risalto le tue bellissime forme.

La temperatura non era eccessivamente alta ma lei era molto sudata, la pelle bagnata e lucida rifletteva la debole luce del locale, era come se brillasse. Con naturalezza mi sono seduto vicino a lei e mi ha sorriso di nuovo, mi ha guardato con quei fantastici occhi, con una strana luce in più questa volta, e mi ha appoggiato una mano sulla gamba, di rimando io l’ho baciata.

Poi è successo.

Ci siamo aggrappati l’uno all’altra, eravamo famelici, aggressivi e sensuali ma romantici allo stesso tempo. Ci siamo chiusi dentro uno dei box. Per prima cosa le ho sfilato il top del bikini, ho scoperto un seno fantastico, sodo e soffice capezzoli regolari, floridi ma delicati allo stesso tempo. Ho cominciato a stuzzicarli con la punta della lingua, si sono irrigiditi all’instante.

Mi ha messo una mano dietro la testa e mi ha detto di non smettere e mentre continuavo a succhiarle i capezzoli ho cominciato ad accarezzarla, la mia mano è scesa, verso l’interno coscia, sempre più audace fino ad accarezzare lo slip. In poco tempo lo ha fatto volare via slacciandolo dai lati, era già molto eccitata.

Ho continuato ad accarezzarla sollecitando sempre più il clitoride ed il suo respiro si faceva sempre più affannoso, intanto lei mi ha messo la mano tra le gambe, lo ha sentito subito duro e mi ha sfilato i boxer.

Mentre ci carezzavamo a vicenda abbiamo ripreso a baciarci con foga. A quel punto l’ho sollevata sulla panchetta, era dell’altezza giusta, e sono entrato dentro di lei; immediatamente mi ha circondato con le gambe, i suoi talloni premevano contro la parte bassa della mia schiena e ad ogni colpo che davo, spingevano sempre più forte, ha reclinato la testa ed ho ripreso a baciarle i seni e a succhiarle i capezzoli mentre gemeva senza fermarsi mai

 

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La breve storia di E.

Cosa si può dire di me?

Raccontare la mia vita potrebbe essere un compito ingrato per un biografo: non è stata finora molto lunga (ho poco più di trent’anni), non molto interessante, non molto bella ma nemmeno molto brutta. Siccome non sono un bastardo senza cuore, cercherò di risparmiare questo ingrato compito a chiunque possa essere assegnato descrivendo i brevi passi salienti che hanno caratterizzato la mia esistenza.

Mi chiamo Enea, come ho detto ho poco più di trent’anni e ritengo di essere il classico tipo di italiano medio, lavoro in un ufficio, sono un fiero impiegato di una fiera e prestigiosa azienda; il mio fiero ed utile lavoro aiuta milioni di persone nel mondo: mi adopero in modo che il circolo vizioso della comunicazione commerciale globale non si interrompa. Grazie a me, ogni giorno, milioni di persone accedono alla loro casella di posta elettronica, il loro privato santuario virtuale, e la trovano diligentemente riempita di gradevoli messaggi pubblicitari: io sono uno spammer.

Prima di arrivare a questo punto ho svolto una grande quantità di lavori, ma nessuno mi ha mai gratificato come questo. La legge, certamente, mi impone di comportarmi bene, non dovrei spedire i miei simpatici messaggi proprio a tutti, solo a coloro che ne sono realmente interessati, ed hanno manifestato perciò la palese ed inconfutabile intenzione di essere oggetto delle mie amorevoli cure; guardiamo in faccia alla realtà, la legge fa schifo.

Dicevo che il mio lavoro mi gratifica moltissimo, un po’ di tempo fa ho visto un film il cui protagonista, interpretato da uno straordinario Aaron Eckhart, ha il compito di difendere pubblicamente le multinazionali del tabacco: io, a differenza di Nick Naylor, non ammazzo nessuno con il mio lavoro ma vi posso garantire che ricevo attenzioni personali di pari intensità: email minatorie, ingiurie, personali crociate contro di me, ed è tutto molto, molto divertente.

A parte questo ho la mia casa, un piccolo appartamento, un buco di merda se proprio vogliamo dirla tutta, 40 metri quadri al piano seminterrato in una buia e squallida via della periferia milanese.

Ecco, biografo delle mie palle, ora che ho fatto gratis il lavoro per il quale tu saresti stato pagato, cerca di ascoltare e guadagnarti la pagnotta, perché da ora in poi cambia tutto: il caro e “vecchio” Enea sta per raccontare come si è trovato di fronte a qualcosa che non si sarebbe aspettato nemmeno in una vita intera.

Con il lavoro che faccio, cerco di evitare la vita “sociale” in rete: frequento molto poco i social network che sono comparsi recentemente sul lato pubblico del web, primo fra tutti il famoso (o famigerato) libro delle faccie, faccialibro come lo chiamano alcuni, feisbùc per quelli “simpatici”… insomma si è capito.

Frequento spesso solo un piccolo posto, un’instabile isola felice in cui godo dell’anonimato quasi assoluto, protetto dalla comoda quanto fasulla icona dell’avatar di un nick impronunciabile.

In quel posto ho conosciuto Marika e la mia vita è cambiata.

Marika, architetto un mestiere interessante, è una giovane donna di un’età indefinibile; dalle foto che ha pubblicato sembra molto giovane, ha un corpo sano ed in forma ed un viso molto bello, le parole che lascia impresse nei vari dischi sparsi per la rete collocano il suo livello di maturità più vicino ai quaranta. Lei stessa dice di avere più di trent’anni ma in alcuni passaggi la sua sferzante comicità dimostra una freschezza ed una gioventù fuori dal comune (come se qualcuno potesse essere giovane al di fuori del comune concetto di gioventù).

Non so bene quando è cominciato, ma credo di essermi innamorato di Marika, credo di aver letteralmente perso la testa, quel poco di testa che mi rimane, per lei; ora la mia vita non mi appare più tanto insipida, persino il mio monolocale a Quarto Oggiaro sembra più bello.

C’è un problema fondamentale però: non conosco Marika personalmente, ho letto nei suoi racconti un anima che mi affascina, dalla lettura delle sue pagine traspare una donna di cui ci si innamora al volo, ma lei non sa di questa mia passione.

Come puoi capire ora, caro biografo, mi trovo in un grave dilemma, un pasticcio mostruoso e non so come uscirne (sempre che “uscirne” sia il termine giusto). Vorrei incontrare Marika di persona per… già per fare cosa? Per vederla è chiaro, per poter parlare finalmente con lei, e magari sentire il suo profumo e dirle, guardandola negli occhi, che l’amo. E poi? Lei accetterebbe di uscire con me? Non sa nulla della mia vita, non ho pubblicato foto, non mi ha mai visto e non credo che potrei piacerle… sempre che sia single come me, sempre che voglia incontrare il proprietario uno sconosciuto nick impronunciabile dietro al quale può celarsi un maniaco omicida.

La rete è un posto stano, mio caro ed onnipresente biografo, consente di cambiare aspetti fondamentali della tua vita in un lampo, ti può regalare gioie immense, come quando si ha la fortuna di “incontrare” una persona come Marika, ma proprio questa fortuna è anche fonte di angoscia e panico.

Non so cosa succederà domani; lascio a te, biografo, il compito di continuare a raccontare la mia breve storia.

Da quando ho conosciuto Marika, il compito, per te, è tutt’altro che ingrato.


Continuiamo così, facciamoci del male

Così recitava Nanni Moretti in Bianca nell’ormai lontano 1984, rivolto ad un commensale che affermava di non conoscere la Sacher-Torte.

Propongo qui un breve estratto di storia del famoso dolce Austriaco, tratto dal sito Giallo Zafferano:

La torta Sacher, o Sacher torte come si dice in tedesco, è la torta al cioccolato per antonomasia e sicuramente la più conosciuta e apprezzata al mondo.
Questa prelibatezza al cioccolato è uno dei dolci tipici della tradizione Austriaca ed è ad un apprendista pasticciere di soli 16 anni, Franz Sacher, che dobbiamo la nascita della Sacher torte nel 1832.
La storia narra che il giovane Franz, che quel giorno stava sostituendo uno chef ammalato, stesse preparando un dolce per la cena del golosissimo principe Von Mitternich Winnesburg e, dopo aver a lungo
pensato, decise di combinare tra loro elementi semplici e tradizionali come il cioccolato e la marmellata per creare un dolce delicato e gustoso.
A quanto pare il dolce riscosse un grande successo e da quel giorno il giovane Franz Sacher dovette darsi un grand da fare per preparare questa torta che prese anche il suo nome: la Sacher torte.
Da allora la fama della Sacher torte si è diffusa in tutto il mondo e anche se migliaia di persone continuano a prepararla la ricetta originale è custodita gelosamente a Vienna e non viene rivelata a nessuno.
Sembra che la vera Sacher sia realizzata solo con ingredienti naturali e rigorosamente confezionati in casa senza conservanti.
Al giorno d’oggi ci sono due Hotel di Vienna che si contendono il primato di preparare l’originale Sacher torte: l’Hotel Imperial e l’Hotel Regina che spesso sono giunti anche ad azioni legali per il possesso della ricetta originale.

Se volete poi stravolgere la ricetta (che potete trovare al sito sopracitato) potete davvero fare i golosi e sostituire la marmellata di albicocche con la nutella.

Non sarà un toccasana per la dieta, ma aiuta davvero l’umore!


Una passione colpevole

Il nostro è uno strano rapporto

Fin da quando ti ho conosciuto, mi sono chiesto come sarebbe potuta andare avanti la nostra storia.

Mi ricordo il nostro primo incontro alla stazione, incredibile come io, passando di li tutti i giorni, non ti avessi mai visto, tu, che sei sempre stato li, sembrò quasi che mi stessi aspettando.

Mi passarono per la testa tanti strani pensieri, non ultimo la vergogna per quello che stavo per fare, unito alla paura di essere scoperto da lei, che non avrebbe certo approvato, anzi, l’avrebbe proprio presa a male, dopo tutte le mie scappatelle e tutte le promesse.

Eri bellissimo, come lo sei ogni giorno, capii subito che mi saresti piaciuto, mi lasciai trasportare dal desiderio, così ti portai via con me

Non ci furono preamboli tra noi, non ci furono parole inutili, solo una grande passione e sentivo come un fuoco ardere in me, come non mi capitava da tempo

Non so descriverti le emozioni che ho provato quando ti presi, con voracità, con fame; ricordo ancora il sapore leggermente salato, lo sogno spesso quel sapore lo sai?

E tu ti facevi prendere, sempre, lo fai tutt’ora quasi ogni giorno, morso dopo morso.

Chi non ti conosce non sa quanto può farti perdere la testa uno sfilatino alle olive del panificio di Cadorna, e poi dicono che dovrei mettermi a dieta…


Jane Alexander

E’ un sogno nel cassetto poter fotografare un’attrice / modella / conduttrice / doppiatrice, insomma, un’artista a tutto tondo come Lei

Sprigiona una bellezza ed una sensualità uniche: aaggressiva, forte, sexy, dolce e romantica, si potrebbe realizzare qualsiasi tipo di servizio con una modella come lei a disposizione

Ho idea che sia una persona anche interessante sotto il profilo umano.

Nel corso del mio precedente lavoro ho incontrato diversi personaggi del mondo della televisione, alcuni simpaticissimi più che sullo schermo, altri, pochi devo dire, egocentrici fino al midollo e privi di umanità.

Non è solo la bellezza di Jane a rimbecillirmi del tutto e farmi pensare che possa ssere simpatica, c’è qualcosa nel suo sguardo, un luccichio, quella spinta di vita in più che le persone “tutta carriera” non hanno

A voi la palla, che ne pensate di Lei?


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