racconti

2195 – 005

Mike era molto nervoso: la sua carica gli imponeva di mantenere la calma in ogni situazione, ma la morte di Roger aveva sconvolto anche lui ed era convinto da subito che l’incidente era stato programmato, le navette possiedono tutte un sistema di attracco automatico primario ed uno di sicurezza, nel caso improbabile di un attracco manuale da parte del pilota la velocità della navetta scende a meno di mezzo metro al minuto in modo da annullare i rischi di un impatto; i sistemi erano stati sabotati.

Mike si diresse verso l’alloggio che era stato di Roger sperando di scoprire qualcosa e fu sorpreso di trovare la porta aperta, nell’alloggio c’erano Prema e Hugh che lo guardarono altrettanto sorpresi

“E’ chiaro che anche io non sono convinto sull’incidente, ma gradirei che entrambi non ne facciate parola con nessuno, è passato pochissimo tempo e la versione ufficiale, la mia versione, deve rimanere immutata. Avete trovato qualcosa?”

Hugh fu il primo a parlare: “Pensavo non te ne importasse nulla, ti ringrazio per essere qui” era prossimo alle lacrime e Mike non voleva veder crollare quella montagna umana proprio ai suoi piedi: “Faccio solo il mio dovere Hugh, nulla di più,  voglio vederci chiaro”

Prema aveva notato il personal pad di Roger sulla scrivania, si chiese perché non lo avesse portato con se, provò ad accedervi ma era protetto: “Mike, sul PP potrebbero esserci degli appunti interessanti, dovremmo portarlo da Quinn per farlo riabilitare alla lettura” - ”Ci penso io Prema lo sai com’è fatto Quinn, ha sempre paura di violare qualche protocollo ed avrà bisogno della mia persuasione”

Mentre Prema e Hugh continuavano le ricerche, Mike si diresse al ROC dove Quinn, con lo scrupolo di un antico burocrate, dirigeva e controllava lo smistamento di tutte le comunicazioni da e per il complesso; Quinn aveva una mente acuta, era preciso e ligio ai regolamenti quasi all’estremo ed il suo carattere ansioso aumentava il suo attaccamento alle procedure

Quando Quinn vide entrare Mike nel ROC capì subito cosa stava per chiedergli, vide il PP che teneva in mano dovette trattenersi dal balbettare: “Mike, posso esserti utile? Scusa la fretta ma dall’incidente qui il lavoro è triplicato e sono in difficoltà” – “Scusami tu Quinn, so che sei preso e sarò breve, hai un attimo da concedermi nel tuo ufficio?”

Quinn ebbe subito conferma dei suoi timori non appena si fu chiusa la porta: “Ho bisogno che tu mi sblocchi il PP di Roger, lo ha lasciato nel suo alloggio prima di dirigersi all’attracco ed io ho bisogno di sapere perché. Non te lo chiedo come favore, Quinn, te lo sto ordinando in qualità di Direttore”

Quinn sbiancò: “Mike, con tutto il rispetto che ho per te e per la tua carica non posso fare a meno di ricordarti che quello  che mi chiedi è in palese violazione del regolamento numero…” Mike sbottò “Lo so Quinn! Non c’è bisogno che mi citi il regolamento a memoria! Se fosse stata una richiesta normale non sarei venuto fino al tuo ufficio, Roger  probabilmente è morto per il contenuto del suo Pad ed io ho bisogno di sapere perché!”


2195 – 004

Debra camminava lungo il corridoio delta quando andò letteralmente a sbattere contro Hugh: il “Minatore Gigante”, come lo chiamavano scherzosamente tutti quelli che lavoravano con lui, stava uscendo di gran fretta dall’ufficio di Mike per andare a parlare nuovamente con Prema, era più lucido e voleva vederci chiaro

“Mi spiace, signorina, si è fatta male? Mi scusi oggi sono molto scosso, non so dove ho la testa, l’ho praticamente travolta e non credo di conoscerla affatto, mi chiamo Hugh e sono un minatore”

Debra rimase stupita da Hugh, grande come una montagna e gentile come un Lord del passato, gli fu subito simpatico

“Mi chiamo Debra e sono arrivata con l’ultimo trasporto, ho preso servizio da poco alle comunicazioni, aiuto il signor Quinn”

Hugh non era insensibile al fascino femminile, molte donne inoltre durante la sua vita cercarono di accaparrarselo per via del suo fisico, lui le respingeva con delicatezza: erano troppo superficiali e lui non era interessato a storie vuote, questa volta era diverso, Debra non si definiva propriamente bella ma era affascinante, aveva un sorriso delizioso ed uno sguardo magnetico in grado di stregare chiunque

“Debra, permettimi di farmi perdonare offrendoti un drink all’area Gamma stasera, non è mia abitudine travolgere le persone senza offrire loro qualcosa di buono da bere, in più dopo quello che è successo a Roger, mi farebbe piacere parlare con qualcuno, prometto di non essere troppo malinconico”

“Intendi l’incidente all’attracco? Ho curato le comunicazioni verso la sede, un vero disastro, tutti sono rimasti sconvolti, soprattutto per il signor Roger… accetto volentieri l’invito, non conosco ancora nessuno al di fuori della roc e credo che farà bene ad entrambi una bevuta”

Hugh salutò Debra, pensando alla serata che lo attendeva si sentì un po’ colpevole nei confronti di Roger, si diresse nuovamente verso l’ufficio di Prema: avrebbero parlato a lungo

“Aprire un canale con il capo della sicurezza!” La voce di Mike, già campionata negli archivi del complesso, fu subito riconosciuta dai sistemi ed il monitor nell’ufficio di Prema mostrava il viso duro del direttore

“Dimmi Mike, che posso fare per te? Riguarda le indagini? Ti anticipo che ho già messo al lavoro i miei”

“Nessun compito al di la degli incarichi che svolgi già egregiamente Prema, voglio solo avvisarti che il Minatore Gigante è appena uscito dal mio ufficio, credo sia diretto da te e voglio metterti in guardia: è molto agitato”

“Lo saresti anche tu al posto suo Mike, ha praticamente visto il suo migliore amico morire. Ma non ti preoccupare lo conosco da molto tempo e so come parlargli”

“Non lo metto in dubbio, ti avviso però che mi è sembrato un po’ paranoico: è convinto che non si tratti di un incidente”

“Perché Mike, tu non lo sei?”


2195 – 003

Il paesaggio era desolato, molto diverso da quello che si poteva ammirare dalle finestre degli alloggi comuni della sede dell’ormai quasi terraformato Marte, Hugh era stato assegnato al ruolo di minatore molto tempo prima, appena venne notato alla selezione del personale: alto 240 cm sembrava un gigante di pietra, una montagna di muscoli contratti pronti al duro lavoro quotidiano nei centri estrattivi minori di Marte.

Giunto al complesso su Ganymede molto tempo prima, si fece subito notare per la sua infaticabilità, nel giro di un anno venne promosso a capo squadra, e dopo due anni Roger lo assegnò alla direzione di tutti i minatori del complesso. Hugh ora aveva un alloggio privato, la comodità però non lo aveva ammorbidito, ogni giorno scendeva con i “suoi ragazzi”, come li chiamava sempre, e lavorava accanto a loro, come loro e più di loro a volte; era l’unica persona il tutto il sistema a cui piaceva fare il minatore e, se lo avessero promosso direttore, beh sarebbero dovuti scendere in miniera per fargli firmare tutti i documenti, lui in ufficio non ci sarebbe mai andato.

La vista del molo di attracco gli permetteva di ammirare il costante balletto che le navette container facevano su e giu dal cargo in orbita, un immenso scheletro simile ad una colonna vertebrale a cui si agganciavano i moduli delle navette come grappoli d’uva, una soluzione inefficiente secondo Hugh, ma decisamente più fattibile che far atterrare e ridecollare quei mostri.

Proprio durante le operazioni di carico avenne il disastro, tutto accadde al rallentatore: la navetta passeggeri mancò l’attracco, inspiegabilmente si diresse verso l’appendice panoramica, dove i passeggeri in partenza attendevano l’imbarco e sfondò le pesanti vetrate pressurizzate, i sistemi di emergenza intervennero immediatamente isolando l’appendice dal resto del complesso, purtroppo per il pilota, 5 minatori, un operatore radio e per Roger non ci fu nulla da fare, si trovavano dalla parte sbagliata della paratia di emergenza.

Prema era già sul posto quando arrivò Hugh, le ci volle l’aiuto di sette agenti e di una buona mezz’ora per fermare il gigante che in preda alla follia voleva a tutti costi andare a salvare Roger, lo amava come se fosse stato suo padre e non poteva, non voleva credere che fosse morto così.

Una volta calmato, ma comunque infuocato di rabbia, Hugh si diresse verso gli uffici della direzione, il nuovo capo avrebbe fatto meglio ad ascoltarlo.

“Hugh, so quanto ti era caro Roger, anche per me era un buon amico. Ti assicuro che farò chiarezza sull’accaduto e sicuramente verrà fuori che si è trattato di un guasto dell navetta” a poco più di un ora dall’accaduto Mike riusciva a conservare una calma irreale “Mike, io ho visto tutto dal mio alloggio, la navetta non ha avuto nessun guasto, il pilota ha deliberatamente manovrato lontano dall’attracco verso l’appendice, non si tratta di un incidente!”


2195 – 002

Eludere i sistemi di sicurezza in modo da ascoltare quello che veniva detto alla riunione senza essere scoperti era stato molto difficoltoso, ma riuscire farsi assegnare al turno giusto al complesso di estrazione per eseguire il suo incarico lo era stato di più.

La spia sapeva che ogni passo falso avrebbe compromesso la sua missione, il mandante non sarebbe certo stato contento; con grande soddisfazione ascoltò il discorso del nuovo direttore (Michael? no… Mike!), un clima come quello che si stava preparando avrebbe facilitato molto il lavoro che restava da fare, un lavoro molto lungo e delicato.

Dalla sala riunioni stavano cominciando a parlare di nuovo, era il turno di Elizabeth, il medico capo

“Non metto in dubbio, Mike, che le strutture attuali siano migliori di quelle di ottant’anni fa, ma si tratta di edifici comunque vecchi, costruiti in un ambiente ostile, non adatto alla vita, ogni minimo dettaglio dovrà essere sistemato, ogni cosa che possa succedere dovrà essere pianificata e sarà necessario perfino ponderare l’imponderabile, propongo l’istituzione immediata di una squadra di emergenza medica, all’erta su tutti i turni ed attrezzata a livello 5″

Il direttore delle comunicazioni ebbe un sussulto: “Livello 5?? Immediata?? Elizabeth, hai un idea di quanti protocolli dovremo violare? Una richiesta come questa deve essere inoltrata alla sede di Marte, a seguito della quale è necessaria un’ispezione della direzione, successivamente a richiesta deve passare al vaglio delle autorità terrestri le quali invieranno una seconda squadra di ispezione indipendente alla compagnia, non hai idea della quantità di trasmissioni che dovrò NON fare, io rischio il posto!”

Prema, la direttrice della sicurezza, dovette contare fino a dieci prima di intervenire: ”Quinn, è possibile che pensi solo a te stesso? Non c’è in gioco la tua carriera qui, ma le vite di tutti quanti coloro lavorano qui e si rischia ben più di questo, hai sentito che cosa ha appena detto Mike?”

La spia era sempre più contenta, tutto era stato pianificato a dovere, il mandante aveva fatto un ottimo lavoro di preparazione, a fine lavoro gli avrebbe concesso un notevole sconto, “E’ venuto il momento di tornare al mio lavoro di copertura” pensò “inutile rischiare di essere scoperti cosi presto”

Al termine della riunione Roger invitò Mike nel suo alloggio per congedarsi prima di partire con il cargo che aveva portato Mike al complesso, assieme a Roger sarebbero partite diverse tonnellate di minerali dirette ai centri di trasformazione alla sede di Marte e successivamente spedite alla Terra.

“Stai attento Mike, so che saprai tenere a bada gli altri dirigenti, ho letto il tuo dossier e ne sono impressionato, ma la situazione che si sta creando non è facile, hai tutta la mia comprensione se deciderai di chiedere aiuto dalla sede”

Mike scoppiò in una sonora risata, “Stai tranquillo Roger, c’è molto più da sapere su di me di quanto contenuto nel mio dossier, ho attraversato inferni peggiori di un piccolo terremoto, me la caverò”

Dopo qualche parola di circostanza Roger congedò Mike, fu l’ultima volta che lo vide


2195 – 001

Il viaggio verso Ganymede era stato scomodo e faticoso, la riunione cominciava a diventare noiosa e fra poco sarebbe toccato a lui parlare; Mike guardava dalla finestra, incuriosito dal traffico dei treni a propulsione magnetica che portavano i minatori dal complesso principale al centro di estrazione, “Nel giro di una settimana mi odieranno…” pensò.

Diventare il nuovo direttore delle operazioni di estrazione sul satellite Gioviano (di fatto la persona più importante nel raggio di molti milioni di chilometri) era sempre stato il suo obiettivo fin da quando era entrato nella compagnia ma, ora che tutte le tessere del grande puzzle che aveva preparato per anni erano finalmente combaciate, la realtà che aveva sotto gli occhi cominciava a preoccuparlo, soprattutto dopo la fuga di notizie riservate sull’imminente sisma che avrebbe colpito l’intera zona.

“… e come preannunciato, il punto adesso è decidere se avvertire i 350 minatori, gli altrettanti tecnici, il personale di servizio e sicurezza di quanto sta per accadere! Mike, cosa ne pensi tu? Ormai la decisione è nelle tue mani”

Mike per poco non trasalì, non si era accorto che Roger, il suo predecessore, stava portando la discussione verso di lui, ci volle qualche secondo per riprendere il filo, fortunatamente interpretato come intelligente-pausa-di-riflessione dagli altri dirigenti riuniti

“Grazie Roger, dalle previsioni effettuate in base ai dati che in nostro possesso, il sisma dovrebbe raggiungere un intensità massima molto inferiore al disastro del ’12, in più la nuova struttura è stata costruita con criteri antisismici all’avanguardia ed i sistemi di gravità artificiale sono collegati a più sistemi di alimentazione ridondante, non c’è più pericolo di fluttuare per l’intero complesso assieme ai detriti”

Il filmato della tragedia del 2112 era molto vivido nella memoria di tutti, Mike lo sapeva, le sue parole avevano avuto l’effetto desiderato, era arrivato il momento di rincarare la dose, si concesse un momento per far crescere l’attenzione e parlò, come aveva deciso durante il viaggio, come gli avevano suggerito dai vertici, nel grande ufficio della sede centrale su Marte un mese prima…

“In più di ottant’anni le cose sono cambiate, Signore e Signori, il pionieristico centro di ricerca, costruito e mantenuto dai fondatori con molte speranze ma poche entrate, è diventato il fulcro economico della compagnia più solida ed importante dell’intero sistema, questa installazione vale miliardi di crediti, garantisce un ottimo lavoro a migliaia di persone e genera un indotto di proporzioni enormi, senza contare il fatto che fornisce in continuazione materie prime alla Terra. Come nuovo direttore e responsabile di tutto questo, non lascerò che il panico ingiustificato metta in pericolo l’intero sistema economico terrestre, continueremo a monitorare gli strumenti, agiremo nell’assoluto riserbo e prepareremo un piano di emergenza”


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