racconti

Barracuda, pt. 2

Già, gli omicidi … cominciavo a ricordare come ero finito in quella dannata stanza: almeno mia nipote era in salvo, avevo incontrato Nadia dopo essermi assicurato che la piccola Alice fosse entrata a scuola, non sarei passato a prenderla all’uscita e mia sorella, sicuramente infuriata per la mia assenza, non avrebbe mai saputo il pericolo che sua figlia aveva scampato per un soffio.

L’odore del sangue era davvero penetrante nonostante il freddo stesse aumentando, i polsi cominciavano a farmi male e la sedia diventava sempre più scomoda, sapevo che la vedova nera aveva l’abitudine di stringere molto ma non pensavo arrivasse a tanto.

Era ovvio che avrei dovuto cercare un modo per andarmene alla svelta da li, nonostante la situazione agghiacciante non riuscivo a pensare ad un piano di fuga, gli unici pensieri che riuscivo a formulare riguardavano la donna morta ai miei piedi, ed i ricordi continuavano ad affiorare.

I notiziari sollevarono un polverone, nonostante le famigli delle vittime richiedessero il silenzio stampa, il caso divenne ben presto un circo mediatico; avvoltoi, volti noti dei rotocalchi di fama nazionale combattevano, a colpi di scoop, indizi e notizie dell’ultima ora, una battaglia giornalistica senza precedenti.

Dopo il quarto omicidio gli inquirenti pilotarono la più abile fuga di notizie mai vista prima: l’autore di un’improbabile telefonata anonima fatta al telegiornale in prima serata disse di essere a conoscenza che l’assassino era una donna ed i particolari degli omicidi, chiaramente a sfondo sessuale, non erano stati resi noti dalle autorità per non turbare ulteriormente i cittadini.

All’epoca non fu formulato ancora nessun sospetto su Nadia, ci frequentammo assiduamente in quel periodo; mi piace pensare che sia stato il più bello della mia vita e, con un pizzico di arroganza, anche della sua.


Barracuda

Avevo freddo ed ero spaventato: non capivo, e non lo avrei capito ancora per molto, come avessi fatto ad arrivare in quella stanza. Non avevo mal di testa, il mio primo pensiero, non appena mi svegliai,  fu per mia nipote: la stavo accompagnando a scuola, dopodiché non ricordavo più niente, speravo non le fosse capitato nulla di grave, aveva solo sei anni e mia sorella non me lo avrebbe mai perdonato.

La camera aveva un aspetto familiare, credevo di esserci già stato ma non ne ero del tutto sicuro, lo stress stava sicuramente giocando un ruolo fondamentale nell’incasinarmi la memoria; il freddo unito al fatto di essere legato ad una sedia, mezzo nudo e con il cadavere di una giovane donna ai miei piedi non aiutava di certo.

Credevo fosse un cadavere, lo speravo, altrimenti la sua testa avrebbe dovuto essere più vicina al collo, almeno di mezzo metro, per non farmi impazzire di paura; cosa diavolo ci facevo li?

Ecco che cominciavo a ricordare, prima solo dei frammenti, come fotogrammi sfusi di una vecchia pellicola rovinata, poi i ricordi diventavano sempre più coerenti ed il film della mia vita, la mia vita prima di quella camera, diventava sempre più chiaro: tutto aveva a che fare con lei, Nadia, la donna decapitata stesa sul pavimento in una pozza di sangue, la donna che tutti i notiziari chiamavano: “La vedova nera”

Conobbi Nadia lo scorso Luglio e fu la classica cotta estiva, mi colpì il suo sguardo: perso nel vuoto mentre gustava una coppa di gelato alla panna con fragole fresche, seduta ad un tavolino di un famoso bar su lungomare di Riccione; di tanto in tanto, quasi distrattamente, abbassava gli occhi su un vecchio libro, un’edizione economica davvero malridotta, forse una raccolta di Edgar Allan Poe se non mi ricordo male, leggeva qualche pagina e poi tornava a fissare il vuoto, in direzione del mare.

Indossava un leggerissimo abito chiaro, credo fosse di lino, che si muoveva ad ogni minimo alito di vento e lasciava molto poco all’immaginazione, contribuendo, più dello sguardo, a farmi perdere la testa, il che adesso, tutto considerato, è dannatamente divertente.

Due giorni dopo, senza fare troppa fatica, l’avevo già portata a letto; la sera successiva cominciarono gli omicidi


Come promesso…

Come promesso, con un po’ di ritardo, pubblico la versione integrale di 2195, pronta da scaricare, stampare e leggere comodamente in viaggio, per scaricarla, cliccate qui

Ma veniamo al momento che avrete tanto atteso (certo, come no) i risultati del sondaggio:

  • Per la parte di Hugh vince Michael Clarke Duncan contro The Rock per 3 voti contro 1
  • Catherine Bell e Noomi Rapace si contendono alla pari la parte di Debra
  • Angela Basset straccia letteralmente Tawny Cypress per 4 voti a zero e si aggiudica il ruolo di Elizabeth
  • Un altro pareggio tra Masi Oka e Daniel Dae Kim per il ruolo di Mike
  • Anne Heche stacca di due lunghezze la prorompente Jessica Biel e porta a casa il ruolo di Prema con un punteggio di 3 voti contro uno
  • Il ruolo di Quinn spetta a Sean Bean, Adrian Pasadar non regge il ritmo e soccombe distaccato di due voti
  • Infine, per il ruolo breve ma centrale di Roger vince Gary Oldman con 3 voti contro una sola preferenza per Alan Rickman

Desidero ringraziare ancora una volta il mio caro amico {Davide} per aver creato con me questo piccolo racconto, un giorno di lavoro noioso, improvvisamente migliorato

Lo avrete notato qui intorno in un paio di commenti, fate un salto sul suo blog, scoprirete un talento letterario fuori dal comune, ve lo consiglio


Giochiamo con 2195

Avete letto 2195? Qui potete trovare le 11 puntate:

Adesso facciamo finta che 2195 diventi un film, facciamo anche finta che voi siate i responsabili del casting, già che ci siamo facciamo finta che il vostro staff abbia già selezionato una rosa di possibili candidati e fatto già una cernita di base

Vi rimangono due attori o attrici a personaggio, voi quale scegliereste?

hugh

Hugh, il gigante buono: Michael Clarke Duncan oppure The rock?

debra_carmen

Debra, l’amabile “centralinista”: Catherine Bell oppure Noomi Rapace?

elizabeth

Elizabeth, medico capace: Angela Bassett oppure Tawny Cypres?

mike

Mike, il nuovo direttore: Masi Oka oppure Daniel Dae Kim?

prema

Prema il capo della sicurezza: Anne Heche oppure Jessica Biel?

quinn

Quinn, il direttore delle comunicazioni: Adrian Pasdar oppure Sean Bean?

roger

Roger il vecchio direttore: Alan Rickman oppure Gary Oldman?

A voi la palla, io ho già le mie idee e le mie scelte, ovviamente non ve le dico per non influenzare le vostre!


2195 – 011

“Avevi un compito semplice e sei riuscita a fare un casino!” la mano del presidente si stava stringendo sempre di più “Mi hai deluso Carmen, profondamente”

Carmen lottò con tutte le sue forze ma non riuscì a liberarsi, il presidente era troppo forte e l’aveva colta di sorpresa; sentì che stava per morire, le forze cominciavano a mancarle quando improvvisamente la presa si allentò, Carmen cadde seduta e vide Hugh che aveva spezzato il collo del suo assalitore, ma il suo sguardo per lei era rimasto di ghiaccio, non parlarono per il resto del viaggio verso il convoglio

La navetta aveva attraccato, l’unico membro dell’equipaggio rimasto, il secondo pilota, non ebbe scelta e fu costretto a dirigere verso l’orbita terrestre

Carmen iniettò due dosi dell’antivirale a Hugh e due dosi al pilota, spiegando loro che avrebbero dovuto riceverne una terza due giorni dopo per scongiurare qualsiasi pericolo, questa era l’unica cura possibile

Durante le due settimane di viaggio verso l’orbita terrestre Hugh parlò pochissimo con Carmen, era combattuto, sapeva che avrebbe dovuto pagare per quello che aveva fatto, ma non riusciva ad essere duro con lei, dopotutto era convinto di esserne ancora innamorato

Ad un giorno di distanza dalla terra ricevettero una chiamata dal controllo orbitale, Carmen anticipò tutti e rispose: “Qui convoglio proveniente dal complesso minerario di Ganymede, la sono tutti morti, ed io devo spiegare un po’ di cose alle autorità spaziali”

2195 – Fine


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