Avevo freddo ed ero spaventato: non capivo, e non lo avrei capito ancora per molto, come avessi fatto ad arrivare in quella stanza. Non avevo mal di testa, il mio primo pensiero, non appena mi svegliai, fu per mia nipote: la stavo accompagnando a scuola, dopodiché non ricordavo più niente, speravo non le fosse capitato nulla di grave, aveva solo sei anni e mia sorella non me lo avrebbe mai perdonato.
La camera aveva un aspetto familiare, credevo di esserci già stato ma non ne ero del tutto sicuro, lo stress stava sicuramente giocando un ruolo fondamentale nell’incasinarmi la memoria; il freddo unito al fatto di essere legato ad una sedia, mezzo nudo e con il cadavere di una giovane donna ai miei piedi non aiutava di certo.
Credevo fosse un cadavere, lo speravo, altrimenti la sua testa avrebbe dovuto essere più vicina al collo, almeno di mezzo metro, per non farmi impazzire di paura; cosa diavolo ci facevo li?
Ecco che cominciavo a ricordare, prima solo dei frammenti, come fotogrammi sfusi di una vecchia pellicola rovinata, poi i ricordi diventavano sempre più coerenti ed il film della mia vita, la mia vita prima di quella camera, diventava sempre più chiaro: tutto aveva a che fare con lei, Nadia, la donna decapitata stesa sul pavimento in una pozza di sangue, la donna che tutti i notiziari chiamavano: “La vedova nera”
Conobbi Nadia lo scorso Luglio e fu la classica cotta estiva, mi colpì il suo sguardo: perso nel vuoto mentre gustava una coppa di gelato alla panna con fragole fresche, seduta ad un tavolino di un famoso bar su lungomare di Riccione; di tanto in tanto, quasi distrattamente, abbassava gli occhi su un vecchio libro, un’edizione economica davvero malridotta, forse una raccolta di Edgar Allan Poe se non mi ricordo male, leggeva qualche pagina e poi tornava a fissare il vuoto, in direzione del mare.
Indossava un leggerissimo abito chiaro, credo fosse di lino, che si muoveva ad ogni minimo alito di vento e lasciava molto poco all’immaginazione, contribuendo, più dello sguardo, a farmi perdere la testa, il che adesso, tutto considerato, è dannatamente divertente.
Due giorni dopo, senza fare troppa fatica, l’avevo già portata a letto; la sera successiva cominciarono gli omicidi
giugno 14th, 2010 on 07:20
@diaktoros: Ti ringrazio del bel commento e ti do il benvenuto nel mio umile blog, oggi dovrei postare la terza parte, a presto!
giugno 13th, 2010 on 19:06
Ottimo l’inizio: molti buoni gialli partono da un momento successivo all’inizio della storia e persino il cinema si è adeguato, utilizzando lunghi flashback. Ovviamente, ora voglio sapere cosa succede.
giugno 8th, 2010 on 21:01
@Monica: e tu stai sbagliando
giugno 8th, 2010 on 08:23
…tu stai oziando…..
giugno 7th, 2010 on 20:11
@anneheche: ti avevo perso!
Che dire, una rilettura da parte tua va oltre ogni complimento, è estasi!
giugno 7th, 2010 on 13:20
@Clara: ti ringrazio e do anche a te il benvenuto!
Pubblicherò il seguito già stasera o domani
giugno 7th, 2010 on 12:39
Bellissimo! E’ un racconto ben scritto e molto coinvolgente, spero che ci sia una continuazione… Complimenti.
giugno 7th, 2010 on 11:06
@fantasia: benvenuta nel mio umile blog!
Ti ringrazio per il bel commento e ti rassicuro, in racconto continua, presto posterò un’altra parte.
A presto!
giugno 7th, 2010 on 11:04
Giungo qui seguendo le tracce di amici in comune e piacevolmente attratta dal racconto…
continua vero?
un saluto a ripasso per vedere se ci sarà il seguito
giugno 6th, 2010 on 19:11
Sono tornata per gustarmi i cambi di tempo, che da sempre adoro.
giugno 5th, 2010 on 22:44
@Claudia: ti ringrazio e ti do il benvenuto nel mio umile blog, spero ti piaccia anche il seguito che pubblicherò a breve
giugno 5th, 2010 on 16:04
Se vuoi il racconto te lo stronco io eheheheh.
Scherzo! Non lo farei perché mi è piaciuto e ora che nei commenti ho letto che andrà avanti aspetto felice. ^_^
giugno 3rd, 2010 on 16:15
@Monica: Grazie davvero tanto!
Si, è un inizio, ma non so quanto durerà ancora, la storia ce l’ho in testa abbozzata anche se la sviluppo un po’ alla volta quindi non so dire quanti capitoli saranno, forse 3, forse 30
Un Abbraccio!
giugno 3rd, 2010 on 15:13
“contribuendo, più dello sguardo, a farmi perdere la testa, il che adesso, tutto considerato, è dannatamente divertente”….
io solo per questa frase ti darei il 10 e lode….
inizio strepitoso…. perchè è un inizio vero?
E allora dov’è il numero dei capitoli eh? Tutto bisogna dirti, mannaggia a te….
giugno 3rd, 2010 on 06:02
@wolfghost: ti ringrazio del tuo bellissimo commento! In effetti può sembrare la fine, ma non lo è del tutto… vero è che non è nemmeno l’inizio
giugno 2nd, 2010 on 22:54
oooh! Ma che bello poter leggere dall’inizio un altro dei tuoi racconti
Ed è un inizio ottimo, perfino se a me di solito non piacciono molto i racconti che “partono dalla fine”. Sempre che sia davvero la fine…
giugno 2nd, 2010 on 21:36
@annamaria: Ti ringrazio per le tue belle parole, non possono altro che farmi piacere dette da una persona con il tuo talento
@anneheche: Ma è la giornata dei mostri sacri? Tre su Tre a cui piace questo post e che sono dei grandi talenti!
Ma adesso basta, vorrei qualche stroncatura se no mi abituo ai complimenti e poi chi mi sopporta?
Grazie mille a tutti!!
giugno 2nd, 2010 on 21:30
Un inizio eccellente. Ma io so che sei molto, molto bravo
giugno 2nd, 2010 on 21:23
Complimenti un gran bel racconto, scritto con maestria e scorrevolezza.
un caro saluto
annamaria
giugno 2nd, 2010 on 18:12
@{Davide}: Wow che commento! Grazie davvero, fatto da uno che scrive come te poi vale molto!!
giugno 2nd, 2010 on 17:41
Bravo, bravo, bravo! Il terz’ultimo paragrafo è un buon esempio di immagini, di sintesi e di ambiente.