Era giunta comunicazione che il convoglio era in rotta di avvicinamento, Carmen Vasquez sapeva che, se non avesse fatto nulla, avrebbe avuto i minuti contati; il presidente della compagnia non tollerava i fallimenti e non perdonava mai le persone che lo deludevano.
Era necessario muoversi in fretta: l’infezione, che tutti avevano contratto all’interno del complesso, avrebbe cominciato a mostrare i primi sintomi da li a poco. Un test farmacologico, un crimine di proporzioni immani al quale lei si era prestata re introducendo il virus nel complesso, come un suo “collega” fece 83 anni prima. La compagnia voleva osservare i risultati, tracciare il lento ritmo di crescita della malattia, fino al suo decorso, fatale nel 99% dei casi; questo serviva per introdurre nel mercato nuovi tipi di medicinali, costosissimi, che tutti avrebbero acquistato, era l’affare del secolo
Carmen era immune dall’infezione, le era stato iniettato un potentissimo antivirale prima della sua partenza da Marte, ma non dalle armi della squadra Alfa; “E’ stata una mossa azzardata, ragazza” pensò “ma hai ancora tempo per cavartela, la navetta d’assalto che si sgancerà dal convoglio madre sarà la tua via d’uscita, prima però devi fare una cosa”
Hugh cominciò ad avere i primi sintomi, se non avesse partecipato alle riunioni del consiglio direttivo avrebbe pensato ad un banale abbassamento di pressione, si diresse immediatamente in infermeria, entrando vide Elizabeth riversa in una pozza di sangue, giaceva morta sul pavimento, quando si avvicinò per assicurarsene sentì una piccola puntura al collo, si voltò e sgranò gli occhi “Debra…” mentre le forze lo abbandonavano, l’ultima cosa che sentì fu la voce che amava dire “In realtà il mio nome è Carmen, ed ho bisogno che tu dorma per salvare entrambi”
Gli anni di addestramento in Nicaragua le avevano conferito un eccezionale forza fisica, nonostante Hugh fosse molto più pesante di lei riuscì a trasportarlo incosciente fino al molo di attracco, dove la navetta si era appena agganciata, li c’era Prema ad attendere quella che credeva i sostituti mandati dalla compagnia, non si era accorta di lei.
Il volto di Prema si illuminò, corse incontro alla prima persona che uscì dalla navetta, quando Carmen vide suo fratello baciare Prema, capì che anche lei era stata manovrata dal presidente della compagnia, capì che non avrebbe potuto salire tranquillamente sulla navetta per scappare con Hugh e somministragli l’antivirale a bordo del convoglio, aveva terra bruciata intorno ed era stata lei a crearla
Estrasse istintivamente l’arma, con due colpi precisi suo fratello e Prema erano morti, gli spari attirarono gli altri 5 membri della squadra ed il pilota che furono falciati appena usciti dal portello, riuscì nuovamente a sollevare Hugh, e lo portò a bordo, chiuse il portello ed avviò le manovre di distacco, si diresse verso il convoglio cercando di pensare in fretta quando una mano gli si posò con determinazione sulla gola





aprile 2nd, 2010 on 10:00
Tanti auguri carissimo.
Un abbraccio.
marzo 26th, 2010 on 15:11
…passata di qui per bucarti il canotto…..
marzo 25th, 2010 on 21:27
Anne, non credere mai a quello che trovi scritto in quei sordidi ma frequentatissimi posti
Scherzi a parte, annunciavo questo post (visto che non lo avevo ancora fatto) il prossimo sarà la conclusione, spero di non metterci ancora un mese… anzi mi impegnerò per questo
Un Abbraccione-one-one!!
marzo 25th, 2010 on 20:08
Ma… ma… su FB avevi annunciato una nuova puntata
marzo 24th, 2010 on 21:35
Grazie Monica per il tuo splendido commento, ma se tra te e la bionda non la smettete di riempirmi di elogi va a finire che mi monto la testa e mi credo chissà chi.
Un Abbraccio!
marzo 24th, 2010 on 15:14
Quoto Anne. Ha davvero ragione. Bravo sei bravo… e pure parecchio… ma quanto ce li fai sudare sti racconti? Vergogna!!! In ginocchio sui gusci di noce!
marzo 18th, 2010 on 21:27
Con te è inutile addurre futili motivazioni, hai perfettamente ragione riguardo alla pigrizia
Per quanto riguarda i complimenti, invece, raccolgo contento e me li porto a casa, fatti da una grande scrittrice e cara amica assumono un valore immenso
marzo 18th, 2010 on 19:22
Vorrei picchiarti
Perché sei davvero bravo, ma TROPPO pigro