Archive for novembre, 2009

2195 – 006

“D’accordo Mike, ma non sarà facile” fu molto peggio.

Ci vollero 3 giorni di lavoro intensivo di Quinn, che era impegnato giorno e notte alla decodifica, e di Mike che cercava indizi nell’alloggio di Roger per intuire la chiave di accesso del pad.

Quella sera Hugh stava aspettando Debra ad uno dei migliori tavolini dell’area Gamma, i suoi lunghi periodi di lavoro ininterrotto gli avevano fatto guadagnare una montagna di punti privilegio, decise di spenderne un po’ prenotando un posto con una romantica vista mozzafiato: dal tavolino era possibile vedere Giove in tutto il suo splendore, magnifico e possente, le cui tempeste atmosferiche si estendono per superfici che hanno le stesse dimensioni dell’intero pianeta terra; Hugh, sistematosi comodamente dopo il turno, si aspettava di vedere la stessa ragazza in uniforme da ufficio incontrata nel pomeriggio, ma quando Debra si presentò al tavolo splendente come un diamante Hugh fischiò di ammirazione senza rendersene conto

“Grazie Hugh” disse Debra sorridendo “prendo atto del tuo complimento galante”, Hugh, imbarazzatissimo, abbassò lo sguardo “Scusami, sono proprio un minatore senza un minimo di educazione, tutto il tempo passato nel sottosuolo mi ha fatto dimenticare le buone maniere, ti prego di perdonare la mia sfrontatezza”

Debra era divertita ed allo stesso tempo affascinata da quell’uomo enorme, forte come un maglio e allo stesso tempo gentile come una piuma, vedeva in lui una persona molto piacevole con cui stare e se ne sentiva fortemente attratta. Hugh, dal canto suo, era un vulcano di emozioni, non poteva dimenticare che aveva da poco visto morire il suo migliore amico e mentore, ma quella ragazza gli stava mandando letteralmente fuori uso i sensi: non era solo bellissima, dimostrava continuamente di essere estremamente colta e divertente; la serata si rivelò una piacevole scoperta per entrambi che si promisero di rivedersi il giorno dopo, al termine dei loro turni.

Mike era molto nervoso, dopo 3 giorni di ricerche quasi ininterrotte nell’alloggio di Roger non aveva trovato nulla e, come se non bastasse, Quinn non gli aveva ancora comunicato i suoi progressi nella decodifica del Pad; possibile che ci volesse così tanto? Improvvisamente il suo comunicatore emise uno smorzato “bip“: era il segnale, Quinn lo stava chiamando.

Giunto nell’ufficio di Quinn, Mike si stupi di trovare li oltre che Prema anche Elizabeth, “Prima che tu faccia troppe domande Mike, io sono qui per richiesta di Quinn, ha bisogno di un campione di DNA di Roger per il suo lavoro” – “Non preoccuparti Doc, ti avrei chiamato io stesso, sono solo stupito che tu sia già qui, ma ditemi di più, a cosa serve il DNA di Roger?” Mike era sempre più confuso, fu Quinn a chiarire tutto “Mike, Roger doveva tenere molto alle informazioni presenti sul PP, ha utilizzato il suo intero DNA come chiave di accesso, se non me ne fossi accorto ci avremmo messo almeno sette mesi per recuperarne il contenuto, se non fosse stato per una minuscola macchia di sangue secco trovata vicino al rilevatore di impronte noi…” – “Ok Quinn, taglia corto, cosa c’è nel Pad?”

Nell’ufficio fu come se il tempo si fosse fermato, tutti erano in attesa di una parola di Quinn che si godeva il momento: non ci poteva essere per un logorroico cronico come lui gratificazione migliore di quella offerta dai suoi colleghi dirigenti che pendevano dalle sue labbra, in modo  molto teatrale disse: “Tutti i suoi dati personali sono stati eliminati in modo irrecuperabile, tranne un appunto che recita: <Il VD12 è un falso>, solo che non l’ho capito, cosa vuol dire?” Nessuno rispose tranne Mike: “Lo so io cosa vuol dire, VD12 è il nome che noi delle direzioni abbiamo sempre dato al video storico dell’incidente del 2112, non ci posso credere però, il video è autentico, viene mostrato a tutti coloro che intendono lavorare nei complessi della compagnia, lo avete visto tutti, come può essere un falso?”

Prema, la prima persona convinta da subito che la morte di Roger fosse un assassinio, cominciò a valutare quest’ultima informazione: “Se Roger è stato ucciso per questa unica annotazione, faremmo bene a prenderla per vera e ad esaminare meglio il filmato”

Nel buio di una stanza illuminata da una tenue luce personale si sentì imprecare, la spia aveva dimenticato un particolare fondamentale: far sparire il Pad assieme al suo proprietario, il lavoro stava ora diventando più difficile…


2195 – 005

Mike era molto nervoso: la sua carica gli imponeva di mantenere la calma in ogni situazione, ma la morte di Roger aveva sconvolto anche lui ed era convinto da subito che l’incidente era stato programmato, le navette possiedono tutte un sistema di attracco automatico primario ed uno di sicurezza, nel caso improbabile di un attracco manuale da parte del pilota la velocità della navetta scende a meno di mezzo metro al minuto in modo da annullare i rischi di un impatto; i sistemi erano stati sabotati.

Mike si diresse verso l’alloggio che era stato di Roger sperando di scoprire qualcosa e fu sorpreso di trovare la porta aperta, nell’alloggio c’erano Prema e Hugh che lo guardarono altrettanto sorpresi

“E’ chiaro che anche io non sono convinto sull’incidente, ma gradirei che entrambi non ne facciate parola con nessuno, è passato pochissimo tempo e la versione ufficiale, la mia versione, deve rimanere immutata. Avete trovato qualcosa?”

Hugh fu il primo a parlare: “Pensavo non te ne importasse nulla, ti ringrazio per essere qui” era prossimo alle lacrime e Mike non voleva veder crollare quella montagna umana proprio ai suoi piedi: “Faccio solo il mio dovere Hugh, nulla di più,  voglio vederci chiaro”

Prema aveva notato il personal pad di Roger sulla scrivania, si chiese perché non lo avesse portato con se, provò ad accedervi ma era protetto: “Mike, sul PP potrebbero esserci degli appunti interessanti, dovremmo portarlo da Quinn per farlo riabilitare alla lettura” - ”Ci penso io Prema lo sai com’è fatto Quinn, ha sempre paura di violare qualche protocollo ed avrà bisogno della mia persuasione”

Mentre Prema e Hugh continuavano le ricerche, Mike si diresse al ROC dove Quinn, con lo scrupolo di un antico burocrate, dirigeva e controllava lo smistamento di tutte le comunicazioni da e per il complesso; Quinn aveva una mente acuta, era preciso e ligio ai regolamenti quasi all’estremo ed il suo carattere ansioso aumentava il suo attaccamento alle procedure

Quando Quinn vide entrare Mike nel ROC capì subito cosa stava per chiedergli, vide il PP che teneva in mano dovette trattenersi dal balbettare: “Mike, posso esserti utile? Scusa la fretta ma dall’incidente qui il lavoro è triplicato e sono in difficoltà” – “Scusami tu Quinn, so che sei preso e sarò breve, hai un attimo da concedermi nel tuo ufficio?”

Quinn ebbe subito conferma dei suoi timori non appena si fu chiusa la porta: “Ho bisogno che tu mi sblocchi il PP di Roger, lo ha lasciato nel suo alloggio prima di dirigersi all’attracco ed io ho bisogno di sapere perché. Non te lo chiedo come favore, Quinn, te lo sto ordinando in qualità di Direttore”

Quinn sbiancò: “Mike, con tutto il rispetto che ho per te e per la tua carica non posso fare a meno di ricordarti che quello  che mi chiedi è in palese violazione del regolamento numero…” Mike sbottò “Lo so Quinn! Non c’è bisogno che mi citi il regolamento a memoria! Se fosse stata una richiesta normale non sarei venuto fino al tuo ufficio, Roger  probabilmente è morto per il contenuto del suo Pad ed io ho bisogno di sapere perché!”


2195 – 004

Debra camminava lungo il corridoio delta quando andò letteralmente a sbattere contro Hugh: il “Minatore Gigante”, come lo chiamavano scherzosamente tutti quelli che lavoravano con lui, stava uscendo di gran fretta dall’ufficio di Mike per andare a parlare nuovamente con Prema, era più lucido e voleva vederci chiaro

“Mi spiace, signorina, si è fatta male? Mi scusi oggi sono molto scosso, non so dove ho la testa, l’ho praticamente travolta e non credo di conoscerla affatto, mi chiamo Hugh e sono un minatore”

Debra rimase stupita da Hugh, grande come una montagna e gentile come un Lord del passato, gli fu subito simpatico

“Mi chiamo Debra e sono arrivata con l’ultimo trasporto, ho preso servizio da poco alle comunicazioni, aiuto il signor Quinn”

Hugh non era insensibile al fascino femminile, molte donne inoltre durante la sua vita cercarono di accaparrarselo per via del suo fisico, lui le respingeva con delicatezza: erano troppo superficiali e lui non era interessato a storie vuote, questa volta era diverso, Debra non si definiva propriamente bella ma era affascinante, aveva un sorriso delizioso ed uno sguardo magnetico in grado di stregare chiunque

“Debra, permettimi di farmi perdonare offrendoti un drink all’area Gamma stasera, non è mia abitudine travolgere le persone senza offrire loro qualcosa di buono da bere, in più dopo quello che è successo a Roger, mi farebbe piacere parlare con qualcuno, prometto di non essere troppo malinconico”

“Intendi l’incidente all’attracco? Ho curato le comunicazioni verso la sede, un vero disastro, tutti sono rimasti sconvolti, soprattutto per il signor Roger… accetto volentieri l’invito, non conosco ancora nessuno al di fuori della roc e credo che farà bene ad entrambi una bevuta”

Hugh salutò Debra, pensando alla serata che lo attendeva si sentì un po’ colpevole nei confronti di Roger, si diresse nuovamente verso l’ufficio di Prema: avrebbero parlato a lungo

“Aprire un canale con il capo della sicurezza!” La voce di Mike, già campionata negli archivi del complesso, fu subito riconosciuta dai sistemi ed il monitor nell’ufficio di Prema mostrava il viso duro del direttore

“Dimmi Mike, che posso fare per te? Riguarda le indagini? Ti anticipo che ho già messo al lavoro i miei”

“Nessun compito al di la degli incarichi che svolgi già egregiamente Prema, voglio solo avvisarti che il Minatore Gigante è appena uscito dal mio ufficio, credo sia diretto da te e voglio metterti in guardia: è molto agitato”

“Lo saresti anche tu al posto suo Mike, ha praticamente visto il suo migliore amico morire. Ma non ti preoccupare lo conosco da molto tempo e so come parlargli”

“Non lo metto in dubbio, ti avviso però che mi è sembrato un po’ paranoico: è convinto che non si tratti di un incidente”

“Perché Mike, tu non lo sei?”


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