Archive for ottobre, 2009

2195 – 003

Il paesaggio era desolato, molto diverso da quello che si poteva ammirare dalle finestre degli alloggi comuni della sede dell’ormai quasi terraformato Marte, Hugh era stato assegnato al ruolo di minatore molto tempo prima, appena venne notato alla selezione del personale: alto 240 cm sembrava un gigante di pietra, una montagna di muscoli contratti pronti al duro lavoro quotidiano nei centri estrattivi minori di Marte.

Giunto al complesso su Ganymede molto tempo prima, si fece subito notare per la sua infaticabilità, nel giro di un anno venne promosso a capo squadra, e dopo due anni Roger lo assegnò alla direzione di tutti i minatori del complesso. Hugh ora aveva un alloggio privato, la comodità però non lo aveva ammorbidito, ogni giorno scendeva con i “suoi ragazzi”, come li chiamava sempre, e lavorava accanto a loro, come loro e più di loro a volte; era l’unica persona il tutto il sistema a cui piaceva fare il minatore e, se lo avessero promosso direttore, beh sarebbero dovuti scendere in miniera per fargli firmare tutti i documenti, lui in ufficio non ci sarebbe mai andato.

La vista del molo di attracco gli permetteva di ammirare il costante balletto che le navette container facevano su e giu dal cargo in orbita, un immenso scheletro simile ad una colonna vertebrale a cui si agganciavano i moduli delle navette come grappoli d’uva, una soluzione inefficiente secondo Hugh, ma decisamente più fattibile che far atterrare e ridecollare quei mostri.

Proprio durante le operazioni di carico avenne il disastro, tutto accadde al rallentatore: la navetta passeggeri mancò l’attracco, inspiegabilmente si diresse verso l’appendice panoramica, dove i passeggeri in partenza attendevano l’imbarco e sfondò le pesanti vetrate pressurizzate, i sistemi di emergenza intervennero immediatamente isolando l’appendice dal resto del complesso, purtroppo per il pilota, 5 minatori, un operatore radio e per Roger non ci fu nulla da fare, si trovavano dalla parte sbagliata della paratia di emergenza.

Prema era già sul posto quando arrivò Hugh, le ci volle l’aiuto di sette agenti e di una buona mezz’ora per fermare il gigante che in preda alla follia voleva a tutti costi andare a salvare Roger, lo amava come se fosse stato suo padre e non poteva, non voleva credere che fosse morto così.

Una volta calmato, ma comunque infuocato di rabbia, Hugh si diresse verso gli uffici della direzione, il nuovo capo avrebbe fatto meglio ad ascoltarlo.

“Hugh, so quanto ti era caro Roger, anche per me era un buon amico. Ti assicuro che farò chiarezza sull’accaduto e sicuramente verrà fuori che si è trattato di un guasto dell navetta” a poco più di un ora dall’accaduto Mike riusciva a conservare una calma irreale “Mike, io ho visto tutto dal mio alloggio, la navetta non ha avuto nessun guasto, il pilota ha deliberatamente manovrato lontano dall’attracco verso l’appendice, non si tratta di un incidente!”


2195 – 002

Eludere i sistemi di sicurezza in modo da ascoltare quello che veniva detto alla riunione senza essere scoperti era stato molto difficoltoso, ma riuscire farsi assegnare al turno giusto al complesso di estrazione per eseguire il suo incarico lo era stato di più.

La spia sapeva che ogni passo falso avrebbe compromesso la sua missione, il mandante non sarebbe certo stato contento; con grande soddisfazione ascoltò il discorso del nuovo direttore (Michael? no… Mike!), un clima come quello che si stava preparando avrebbe facilitato molto il lavoro che restava da fare, un lavoro molto lungo e delicato.

Dalla sala riunioni stavano cominciando a parlare di nuovo, era il turno di Elizabeth, il medico capo

“Non metto in dubbio, Mike, che le strutture attuali siano migliori di quelle di ottant’anni fa, ma si tratta di edifici comunque vecchi, costruiti in un ambiente ostile, non adatto alla vita, ogni minimo dettaglio dovrà essere sistemato, ogni cosa che possa succedere dovrà essere pianificata e sarà necessario perfino ponderare l’imponderabile, propongo l’istituzione immediata di una squadra di emergenza medica, all’erta su tutti i turni ed attrezzata a livello 5″

Il direttore delle comunicazioni ebbe un sussulto: “Livello 5?? Immediata?? Elizabeth, hai un idea di quanti protocolli dovremo violare? Una richiesta come questa deve essere inoltrata alla sede di Marte, a seguito della quale è necessaria un’ispezione della direzione, successivamente a richiesta deve passare al vaglio delle autorità terrestri le quali invieranno una seconda squadra di ispezione indipendente alla compagnia, non hai idea della quantità di trasmissioni che dovrò NON fare, io rischio il posto!”

Prema, la direttrice della sicurezza, dovette contare fino a dieci prima di intervenire: ”Quinn, è possibile che pensi solo a te stesso? Non c’è in gioco la tua carriera qui, ma le vite di tutti quanti coloro lavorano qui e si rischia ben più di questo, hai sentito che cosa ha appena detto Mike?”

La spia era sempre più contenta, tutto era stato pianificato a dovere, il mandante aveva fatto un ottimo lavoro di preparazione, a fine lavoro gli avrebbe concesso un notevole sconto, “E’ venuto il momento di tornare al mio lavoro di copertura” pensò “inutile rischiare di essere scoperti cosi presto”

Al termine della riunione Roger invitò Mike nel suo alloggio per congedarsi prima di partire con il cargo che aveva portato Mike al complesso, assieme a Roger sarebbero partite diverse tonnellate di minerali dirette ai centri di trasformazione alla sede di Marte e successivamente spedite alla Terra.

“Stai attento Mike, so che saprai tenere a bada gli altri dirigenti, ho letto il tuo dossier e ne sono impressionato, ma la situazione che si sta creando non è facile, hai tutta la mia comprensione se deciderai di chiedere aiuto dalla sede”

Mike scoppiò in una sonora risata, “Stai tranquillo Roger, c’è molto più da sapere su di me di quanto contenuto nel mio dossier, ho attraversato inferni peggiori di un piccolo terremoto, me la caverò”

Dopo qualche parola di circostanza Roger congedò Mike, fu l’ultima volta che lo vide


2195 – 001

Il viaggio verso Ganymede era stato scomodo e faticoso, la riunione cominciava a diventare noiosa e fra poco sarebbe toccato a lui parlare; Mike guardava dalla finestra, incuriosito dal traffico dei treni a propulsione magnetica che portavano i minatori dal complesso principale al centro di estrazione, “Nel giro di una settimana mi odieranno…” pensò.

Diventare il nuovo direttore delle operazioni di estrazione sul satellite Gioviano (di fatto la persona più importante nel raggio di molti milioni di chilometri) era sempre stato il suo obiettivo fin da quando era entrato nella compagnia ma, ora che tutte le tessere del grande puzzle che aveva preparato per anni erano finalmente combaciate, la realtà che aveva sotto gli occhi cominciava a preoccuparlo, soprattutto dopo la fuga di notizie riservate sull’imminente sisma che avrebbe colpito l’intera zona.

“… e come preannunciato, il punto adesso è decidere se avvertire i 350 minatori, gli altrettanti tecnici, il personale di servizio e sicurezza di quanto sta per accadere! Mike, cosa ne pensi tu? Ormai la decisione è nelle tue mani”

Mike per poco non trasalì, non si era accorto che Roger, il suo predecessore, stava portando la discussione verso di lui, ci volle qualche secondo per riprendere il filo, fortunatamente interpretato come intelligente-pausa-di-riflessione dagli altri dirigenti riuniti

“Grazie Roger, dalle previsioni effettuate in base ai dati che in nostro possesso, il sisma dovrebbe raggiungere un intensità massima molto inferiore al disastro del ’12, in più la nuova struttura è stata costruita con criteri antisismici all’avanguardia ed i sistemi di gravità artificiale sono collegati a più sistemi di alimentazione ridondante, non c’è più pericolo di fluttuare per l’intero complesso assieme ai detriti”

Il filmato della tragedia del 2112 era molto vivido nella memoria di tutti, Mike lo sapeva, le sue parole avevano avuto l’effetto desiderato, era arrivato il momento di rincarare la dose, si concesse un momento per far crescere l’attenzione e parlò, come aveva deciso durante il viaggio, come gli avevano suggerito dai vertici, nel grande ufficio della sede centrale su Marte un mese prima…

“In più di ottant’anni le cose sono cambiate, Signore e Signori, il pionieristico centro di ricerca, costruito e mantenuto dai fondatori con molte speranze ma poche entrate, è diventato il fulcro economico della compagnia più solida ed importante dell’intero sistema, questa installazione vale miliardi di crediti, garantisce un ottimo lavoro a migliaia di persone e genera un indotto di proporzioni enormi, senza contare il fatto che fornisce in continuazione materie prime alla Terra. Come nuovo direttore e responsabile di tutto questo, non lascerò che il panico ingiustificato metta in pericolo l’intero sistema economico terrestre, continueremo a monitorare gli strumenti, agiremo nell’assoluto riserbo e prepareremo un piano di emergenza”


Continuiamo così, facciamoci del male

Così recitava Nanni Moretti in Bianca nell’ormai lontano 1984, rivolto ad un commensale che affermava di non conoscere la Sacher-Torte.

Propongo qui un breve estratto di storia del famoso dolce Austriaco, tratto dal sito Giallo Zafferano:

La torta Sacher, o Sacher torte come si dice in tedesco, è la torta al cioccolato per antonomasia e sicuramente la più conosciuta e apprezzata al mondo.
Questa prelibatezza al cioccolato è uno dei dolci tipici della tradizione Austriaca ed è ad un apprendista pasticciere di soli 16 anni, Franz Sacher, che dobbiamo la nascita della Sacher torte nel 1832.
La storia narra che il giovane Franz, che quel giorno stava sostituendo uno chef ammalato, stesse preparando un dolce per la cena del golosissimo principe Von Mitternich Winnesburg e, dopo aver a lungo
pensato, decise di combinare tra loro elementi semplici e tradizionali come il cioccolato e la marmellata per creare un dolce delicato e gustoso.
A quanto pare il dolce riscosse un grande successo e da quel giorno il giovane Franz Sacher dovette darsi un grand da fare per preparare questa torta che prese anche il suo nome: la Sacher torte.
Da allora la fama della Sacher torte si è diffusa in tutto il mondo e anche se migliaia di persone continuano a prepararla la ricetta originale è custodita gelosamente a Vienna e non viene rivelata a nessuno.
Sembra che la vera Sacher sia realizzata solo con ingredienti naturali e rigorosamente confezionati in casa senza conservanti.
Al giorno d’oggi ci sono due Hotel di Vienna che si contendono il primato di preparare l’originale Sacher torte: l’Hotel Imperial e l’Hotel Regina che spesso sono giunti anche ad azioni legali per il possesso della ricetta originale.

Se volete poi stravolgere la ricetta (che potete trovare al sito sopracitato) potete davvero fare i golosi e sostituire la marmellata di albicocche con la nutella.

Non sarà un toccasana per la dieta, ma aiuta davvero l’umore!


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