Sono confuso, sono sempre stato segretamente attratto da lei e quelle sue parole giungono alle mie orecchie come un fulmine a ciel sereno, quello che davvero mi confonde è il modo in cui sono pronunciate.

Lei ha uno sguardo inequivocabile, si mordicchia il labbro in un espressione da vera mangiatrice di uomini che solo ora mi pento di non aver fotografato.

Così rimaniamo per pochi istanti che a me sembrano eterni, quando lei reclina la testa e scoppia in una risata fragorosa, non riesce a trattenersi e ride, ride come se avesse visto la cosa più divertente sulla faccia della terra, forse è così, forse la mia espressione è davvero comica.

Ricevo conferma dei miei pensieri quando lei finalmente calma mi dice: “Dovresti vederti adesso, sei buffissimo… Scusami, ho voluto giocare un po’ con te, non è vero quello che ti ho appena detto, sono davvero lesbica, mi sono accorta di come mi guardavi e non ho resistito”.

Stranamente la cosa non mi dispiace, ha allentato la tensione, mi da la possibilità di essere più distaccato, di lavorare meglio e forse è proprio questo che lei vuole, non lo saprò mai con certezza.

La Canon mi segnala che la memoria è piena, approfittiamo del cambio scheda per una pausa e decidiamo di scendere, dirigiamo verso il suo studio

[... continua ...]