Cominciamo con una passeggiata nel bosco, lentamente il sentiero si avvia verso la vetta; ho il fiatone, non sono più abituato a queste passeggiate e porto con me l’attrezzatura, lei invece è agile e sembra non stancarsi mai.

Non lontano la via si apre in un piccolo pianoro ancora innevato, l’altitudine si fa sentire. Immagino che non sarà facile convincerla a stabilire qui il primo set, ma vengo sorpreso: quasi ci fosse stato un contatto telepatico, lei si ferma, mi sorride e comincia a prepararsi per gli scatti, come se fosse la cosa più naturale del mondo, come se essere fotografata fosse stato il suo mestiere.

In poco tempo anche io sono pronto (avevo in precedenza sistemato la mia attrezzatura in modo da poterla preparare velocemente accorciando il più possibile i tempi morti) e cominciamo il servizio fotografico

Fatico a credere che sia la prima volta per lei, davvero mi stupisce la naturalezza con la quale si fa ritrarre, la sensualità dei suoi movimenti, le sapienti pose che adotta, mi sembra di avere a che fare con una professionista e adesso sono io quello che si sente imbarazzato

E’ un attimo! Per poco mi perdo un suo movimento, finge di scappare e fa una breve corsetta che mi ha regalato  uno scatto favoloso, uno dei migliori, poi torna verso di me come fosse in passerella, faccio fatica ad essere professionale, lei se ne accorge e mi sorride.

Sento il cuore lavorare a ritmo serrato quando mi si avvicina, mi guarda sensuale ed invitante, non capisco, rimango stupito dal suo comportamento e lei sembra accorgersene perché si avvicina ancora di più, mi appoggia le mani sulle spalle e, anche se non c’è nessuno oltre a noi, si avvicina la mio orecchio e sussurra: “Sai, io non sono davvero lesbica..”

[... continua ...]